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Le Bolle di Magadino sono una zona umida d'importanza internazionale designate ai termini della convenzione di Ramsar.

 

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Lunedì 21 settembre 2020

Si avvisa che la
Passerella /Osservatorio sulla Bolla Rossa è di nuovo accessibile malgrado il cantiere non terminato. Si prega di prestare attenzione.

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Passerella sulla Bolla Rossa, DS / 17-18.09.2020


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Informativa della Fondazione Bolle di Magadino, 14 gennaio 2020

Domanda di approvazione dei piani per l’aggiornamento delle infrastrutture operative civili (PAIOC) per l’aerodromo di Locarno-Magadino (tra cui allungamento del 20% della pista in asfalto) e nuovo regolamento d’esercizio.

La Fondazione Bolle di Magadino, quale ente preposto alla gestione della riserva naturale, esprime forte preoccupazione riguardo a questo progetto, che mette in discussione la convivenza tra la riserva naturale e l’attività dell’aerodromo.

Infatti le misure volte a mitigare e anche ridurre l’impatto negativo degli aerei sopra le Bolle sono vanificate dal potenziamento delle strutture e dalla conservazione delle tipologie più impattanti e più soggette a collisioni accidentali con l’avifauna: i jet. Per questo vanno preclusi a Locarno.

Nello strumento pianificatorio (scheda PSIA 2014) non si è voluto affrontare questa tematica cruciale, rimandando alla procedura d’autorizzazione d’approvazione dei piani in pubblicazione ora. Dal 2014 a oggi, sono stati approfonditi diversi aspetti e si è iniziato in modo regolare ad allontanare attivimente (botti e petardi) gli uccelli dal sedime dell’aerodromo. I documenti presentati dal progetto in pubblicazione oggi, ignorano le conseguenze che le necessità di sicurezza faranno pesare sugli uccelli, in un’area in cui la promozione della conservazione degli stessi assume un’importanza nazionale e perfino internazionale. Per questa ragione non vanno autorizzati né il progetto di allungamento del 20% della pista, né il regolamento d’esercizio così come presentato.

Due episodi recenti illustrano bene a nostro avviso la delicata questione e le situazioni paradossali che si creano minimizzando le problematiche:

Agosto 2018: il più grande gruppo di cicogne bianche osservato in Svizzera fa sosta alle Bolle di Magadino e va ad alimentarsi sui prati dell’aerodromo appena falciati. Al mattino viene spaventato e allontanato con petardi esplosivi e luminosi dal personale dell’aerodromo preposto al birdcontrol. Semplice routine d’esercizio e nessuna emergenza, l’eccezionalità dell’evento non è stata percepita. Le cicogne si divideranno in due gruppi e prenderanno direzioni opposte.

Agosto 2019: un operatore qualificato dell’aerodromo (nonché investigatore per il SISI) fotografa un accoppiamento di cervi sui prati dell’aerodromo e lo posta su facebook indicando come l’aerodromo sia un’area di pace e tranquillità per gli animali, struttura integrata con la riserva. Il giorno dopo, per motivi di sicurezza, la direzione dell’aerodromo fa intervenire i guardiacaccia per eliminare la coppia di cervi.

La presenza degli aerei a reazione a Locarno (1% dei movimenti) è talmente problematica per l’avifauna e a causa dell’avifauna, che con la sola preclusione di questa tipologia si risolvono buona parte dei problemi inconciliabili, conservando il 99% delle attività attuali.

L’importanza nazionale (e internazionale) dei valori naturalistici è sicuramente superiore al ruolo regionale del campo di aviazione e si tratta di tutelare questo valore della riserva delle Bolle a lungo termine.

Se per le altre tipologie di velivoli che rimangono a Locarno (99%), un compromesso è secondo noi possibile, per i jet, qualora dovesse succedere un incidente, si imporrano misure di sicurezza ancora più performanti e impattanti sull’avifauna.


Comunicato stampa, 22 agosto 2018

Più di 300 Cicogne bianche sul Piano di Magadino ma allontanate dalle Bolle

21.08.2018, ore 07:15 - I petardi esplosivi lanciati dagli addetti dell’aerodromo fanno scappare le Cicogne. (Per gentile concessione di Martina Spinelli, ProNatura Ticino)

Nel corso della giornata di martedì uno stormo di cicogne bianche in migrazione ha fatto sosta sul Piano di Magadino.

Naturalmente attirate dalla riserva delle Bolle di Magadino, ricca in prede per nutrirsi, si sono fermate nei prati dell’aerodromo di Locarno-Magadino.

In quest’area non sono le benvenute e sono state sloggiate dagli addetti del campo d’aviazione tramite petardi lanciati appositamente (vengono chiamate misure di “birdcontrol”), come documentato da diversi testimoni.

Infatti le Cicogne e altre categorie di uccelli sono un rischio concreto per i piloti (il cosiddetto “Birdstrike”). Le direttive internazionali in materia di sicurezza di volo indicano chiaramente che va evitata la costruzione di aeroporti in prossimità di zone attrattive per gli uccelli. Le piste di Locarno-Magadino sono in piena aerea protetta...

Il rischio più grande è per i piccoli jet (a Magadino oggi sembra ne rimanga uno, ma possono atterrarne altri). Per fortuna fino ad oggi non si sono verificati incidenti gravi, ma se dovesse succedere è già chiaro che le autorità aeroportuali dovranno inasprire le misure di allontanamento degli uccelli.

La Commissione Scientifica della Fondazione Bolle di Magadino da anni segnala questo problema di convivenza, poiché molto preoccupati delle possibili conseguenze sulla riserva. Purtroppo il problema è da sempre stato minimizzato dai responsabili.

Nel 2016 la Commissione Scientifica ha dovuto chiedere una perizia a due esperti internazionali i quali hanno confermato la pericolosità dell’aerodromo Locarno-Magadino riguardo al rischio potenziale di incidenti con gli uccelli.

Da allora, di fronte all’evidenza dei fatti, i responsabili dell’aerodromo hanno cominciato ad allontanare attivamente gli uccelli dalle piste, senza autorizzazione nè coordinamento con gli esperti delle Bolle.

A precise richieste di procedure di autorizzazione e di coordinamento da parte della Fondazione e delle Associazioni svizzere per la protezione della Natura non si è mai entrati in merito.


Bellinzona, 18 maggio 2017

Campagna di sensibilizzazione per una riduzione dei consumi di pesticidi, fitosanitari e biocidi

Considerata l'importanza del tema e la rilevanza ambientale, il Dipartimento del territorio ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione sulla corretta gestione dei prodotti fitosanitari rivolta a tutta la popolazione.

Per diminuire fitosanitari e biocidi nei corsi d'acqua la campagna informativa invita ognuno di noi a dare il proprio contributo:

  • evitando o riducendo il consumo;
  • optando per alternative meno impattanti;
  • rispettando, in caso di impiego, rigorosamente le indicazioni riportate sulle etichette;
  • e smaltendo correttamente i resti.

Questa campagna di sensibilizzazione anticipa una delle numerose misure previste dal Piano d'azione federale per la riduzione del rischio dovuto ai prodotti fitosanitari.

Ulteriori dettagli su: www.ti.ch


Comunicato stampa, 8 marzo 2017

Pesticidi nei canali del Piano di Magadino

Residui di pesticidi utilizzati in agricoltura superano le soglie legali anche nei canali del Piano di Magadino. Lo dimostra uno studio promosso dalla Fondazione Bolle di Magadino e sostenuto dall’Ufficio cantonale della protezione delle acque e dell'approvvigionamento idrico.

Tramite tecniche di campionamento passivo (membrane assorbenti), posizionate per 48 giorni nella primavera 2016 nei canali in entrata nella zona protetta delle Bolle di Magadino, si sono monitorate la concentrazione di 7 pesticidi usati in agricoltura.

I risultati hanno permesso di caratterizzare la concentrazione dei sette microinquinanti in entrata nella riserva naturale delle Bolle di Magadino e nel lago Verbano, mostrando che per 5 di esse addirittura è stato superato il limite fissato dall’Ordinanza Svizzera sulla protezione delle acque.

I microinquinanti analizzati in questo studio sono conosciuti per essere tossici per gli organismi acquatici e per avere effetti a lungo termine sull’ambiente.

All’indomani dell’allarme lanciato a livello mondiale dagli inviati speciali dell'Onu per il Diritto al cibo e per le Sostanze tossiche, presentato al Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, sui danni provocati dai pesticidi nel mondo e sulla salute umana, e l’inutilità del loro uso, la situazione rilevata sul Piano di Magadino non fa che confermare il problema anche in Svizzera.

L’agricoltura svizzera non potrebbe esistere senza il grande sostegno da parte dello stato, tramite sostegni diretti e indiretti, riconoscendone giustamente l’importanza territoriale, sociale e di cura del paesaggio e della biodiversità.

Pretendere un’agricoltura quindi rispettosa dell’ambiente e della salute umana è legittimo e doveroso in Svizzera.

Un obbligo alla produzione biologica, che dimostra come i pesticidi non sono necessari, è un passo che va fatto al più presto.

Piano di Magadino, FBM / 31.03.2010




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Articolo estratto dalla rivista ornitologica "Avinews"
Edizione: Aprile 2017, p. 8
Editore: Stazione ornitologica svizzera,
CH-6204 Sempach
File PDF (100 KB)


Resoconto sull'utilizzo di Bacillus thuringiensis israelensis (Bti) nella lotta alle zanzare.
Conoscenze acquisite fino al 31.12.2014
File PDF (615.5 KB)