Fondazione Bolle di Magadino 
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Eventi e proposte

Comunicato stampa, martedì 21 settembre 2021

In volo dall'Alaska al Verbano


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Il Gambecchio dell'Alaska osservato al Delta della Maggia. (Foto: C. Danesi / 17.09.2021)

Un Gambecchio proveniente dall'Alaska approda sui sabbioni del Delta della Maggia attirando decine di ornitologi. Un nuovo progetto Interreg sta valutando gli effetti del nuovo livello del Verbano anche sulla sosta degli uccelli in migrazione.

Un esemplare di Gambecchio dell'Alaska, specie dal peso di soli 30 grammi, è stato avvistato al Delta della Maggia dove ha sostato qualche giorno, richiamando decine e decine di ornitologi da tutta la Svizzera e anche dal Nord Italia. Questa specie infatti non era mai stata vista prima nel nostro paese.

Fondamentale per questo migratore, come per tutto il gruppo dei limicoli, uccelli legati al limo, è infatti quello di avere dei banchi di sabbia e fango emersi per procacciarsi il cibo, come era tipico del Verbano prima della costruzione della diga della Miorina. La nuova soglia di regolazione prevista del bacino, più alto di 50 cm come deciso in maniera unilaterale dall'Italia, è proprio l'oggetto del nuovo progetto Interreg "Parchi Verbano Ticino" in corso tra Svizzera e Italia che ha come partner svizzeri la Fondazione Bolle di Magadino e Ficedula, Associazione per lo studio e la conservazione degli uccelli della Svizzera italiana.

Obiettivo principale del progetto è quello di migliorare la gestione dei livelli del lago, regolata a sud di Sesto Calende, tramite la valutazione degli effetti ambientali della regolazione dell'acqua e quindi l'individuazione di uno schema gestionale dei livelli idrici condiviso tra i gestori delle aree protette e i gestori locali della risorsa. L'innalzamento previsto del livello del Verbano avrà un influsso non trascurabile sullo sviluppo della vegetazione acquatica e sulle aree di sosta per gli uccelli nonché sul turismo dell'intero bacino.


Indicazioni per la redazione: per maggiori informazioni
Nicola Patocchi, Fondazione Bolle di Magadino
tel. 091 795 31 15, fbm@bluewin.ch



Ecosistemi di frontiera

Riqualificazione del Bacino del fiume Ticino. Un fiume, molti sistemi, un paesaggio.



Pubblicato il Piano per riqualificare il territorio del fiume Ticino, tra Svizzera e Italia.
Dalla collaborazione transfrontaliera di 30 enti italiani e svizzeri nasce il Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del Fiume Ticino. Il documento unisce gli sforzi dei due Paesi per proteggere la biodiversità del territorio intorno al fiume, promuovendo il benessere sociale ed economico delle comunità.



Migliorare lo stato di salute degli ambienti unici lungo i 248 km del corso del Ticino, tra la Val Bedretto (in Svizzera) e la confluenza con il Po in Italia. Questo l’obiettivo che ha spinto Istituto Oikos, insieme a un’alleanza italo-svizzera, ad elaborare il Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del fiume Ticino 2021-2031.

Questi ambienti e le numerose specie che vi abitano si trovano infatti in una delle aree più popolate ed economicamente attive d’Europa, con i rischi per la biodiversità che ne derivano. I cambiamenti climatici e gli eventi estremi (incendi, tempeste, siccità) rappresentano un’ulteriore complicazione, sia per gli habitat locali che per l’uomo.

Le amministrazioni di Italia e Svizzera, e specialmente le aree protette dei rispettivi Paesi, sono impegnate da tempo per proteggere gli ecosistemi più fragili di questo territorio. Tali sforzi non sono però mai stati coordinati su grande scala a comprendere tutto il territorio transfrontaliero del Ticino (Figura).
Tra novembre 2019 e febbraio 2021 Istituto Oikos, grazie al finanziamento di Endangered Landscape Programme, ha coordinato l’elaborazione del Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del fiume Ticino.

Questo documento è frutto del lavoro congiunto di moltissimi enti: amministrazioni pubbliche (Canton Ticino, Provincia di Pavia e Provincia di Varese, ERSAF, Ente Nazionale Risi, Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, Associazione di Irrigazione Est Sesia), aree protette (Parco Lombardo Valle del Ticino), Parco Ticino Lago Maggiore), Fondazione Bolle di Magadino), Parco Regionale Campo dei Fiori) Riserva MAB Val Grande Verbano Ticino)), organizzazioni della società civile (es. LIPU, FICEDULA, CIRF), enti di ricerca (Università dell’Insubria, di Milano, di Pavia e di Torino e società private (Graia, Idrogea Servizi, Etifor, Eleade.

Il Piano contiene 75 azioni che contribuiranno a raggiungere 5 grandi obiettivi: migliorare la governance transfrontaliera, sperimentando anche nuove forme di gestione del territorio; garantire i servizi che la natura può offrire all’uomo e lo sviluppo di attività economiche sostenibili; rinforzare la connessione ecologica tra le Alpi e gli Appennini con interventi di riqualificazione ambientale; migliorare lo stato di conservazione di specie animali e vegetali particolarmente rare e minacciate o localmente estinte; promuovere la resilienza degli ecosistemi e delle comunità umane ai cambiamenti climatici.

Per raggiungere questi ambiziosi traguardi, è stato firmato un Accordo di collaborazione da parte dei principali enti italiani e svizzeri che hanno partecipato alla fase preparatoria del Piano. Gli enti, supportati da Istituto Oikos in veste di segretariato tecnico, formalizzano così l’iniziativa italo-svizzera per la riqualificazione del Ticino, impegnandosi a trovare i fondi e a collaborare nei prossimi anni per la realizzazione del Piano.
Il Piano è disponibile sul sito di Istituto Oikos a questo link.

Per maggiori informazioni: www.istituto-oikos.org/progetti/elp-ticino
Email di riferimento: martina.spada@istituto-oikos.org


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Area Iniziativa Ticino


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Articolo estratto dalla rivista ornitologica "Avinews"
Edizione: Aprile 2017, p. 8
Editore: Stazione ornitologica svizzera,
CH-6204 Sempach
File PDF (100 KB)


Resoconto sull'utilizzo di Bacillus thuringiensis israelensis (Bti) nella lotta alle zanzare.
Conoscenze acquisite fino al 31.12.2014
File PDF (615.5 KB)