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Comunicato stampa del 20 gennaio 2022: Cantone Ticino - Dipartimento del territorio

Regolazione dei livelli del Lago Maggiore


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Delta del Fiume Ticino

In riferimento alla delibera del 20 dicembre 2021, tramite la quale il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha approvato un nuovo innalzamento dei livelli del Lago Maggiore nell’ambito del proseguimento della sperimentazione - per il periodo 2022-2026 - della regolazione estiva del bacino imbrifero, il Dipartimento del territorio (DT) ne prende atto ed esprime preoccupazione per quanto deciso.

Nella fattispecie, il DT ha esternato i propri timori all’indirizzo dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e dei gruppi di interesse coinvolti, evidenziando come in gioco vi sia, in particolare, la sicurezza contro le esondazioni e la tutela degli ambienti naturali protetti delle Bolle di Magadino.

La regolazione estiva dei livelli del lago Maggiore è stata oggetto nel periodo 2015 – 2020 di un primo programma di sperimentazione che ha permesso di valutare gli effetti del livello estivo massimo di regolazione a +1,25 metri sullo zero idrometrico di Sesto Calende. La sperimentazione, autorizzata dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, è stata seguita da un Tavolo Tecnico e si è conclusa nel 2020. Il Cantone Ticino (e per esso il DT) e l’UFAM, hanno partecipato, a partire dal 2017, ai lavori del Tavolo con tre esperti designati.

L’Organismo di consultazione bilaterale italo-svizzero, costituitosi nel frattempo, ha espresso un parere formale congiunto sui risultati della sperimentazione conclusa, accompagnato da un’ipotesi tecnica per l’avvio di un nuovo periodo di sperimentazione quinquennale.

Con delibera del 20 dicembre 2021, il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha approvato il proseguimento della sperimentazione per il quinquennio 2022-2026.

Il DT, sulla scorta di quanto deciso dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, intende precisare quanto segue:

  • la delegazione svizzera ha ribadito l’opportunità di dare seguito ad un ulteriore periodo di sperimentazione mantenendo invariate le soglie definite (livello massimo di regolazione estiva a +1,25 metri, con possibilità di innalzamento a +1,35 metri, nel caso di manifestazione o previsione di situazioni di severità idrica “media” o “alta” nell'area vasta costituita dall'asta del Fiume Ticino e del Fiume Po) per consentire un proseguimento omogeneo delle attività di monitoraggio ambientale. Per contro, il raggiungimento di un livello estivo massimo ulteriore di +1,50 metri non è un obiettivo a sé stante.
    Inoltre, va privilegiata una gestione dinamica dei livelli del Lago Maggiore dal 15 marzo al 15 settembre per meglio conciliare lo sfruttamento della risorsa idrica a valle di Sesto Calende con le esigenze ambientali e di sicurezza del territorio lacustre nei periodi più sensibili; ciò vale in particolare a inizio primavera per gli ambienti palustri delle Bolle di Magadino e a fine estate per la gestione delle piene;

  • nell’ambito della nuova sperimentazione 2022-2026 dovranno altresì essere approfonditi i benefici e i costi ambientali, sociali ed economici derivanti dalle maggiori risorse disponibili a seguito dell’innalzamento del livello di regolazione. Il quadro generale dovrà considerare l’insieme del bacino afferrante e le esigenze di tutti i portatori di interesse a monte e a valle della diga di regolazione della Miorina e non solo le necessità irrigue, idroelettriche o ambientali del Ticino sublacuale. A tal scopo si prevede di valorizzare nel prossimo periodo di sperimentazione le analisi e le conclusioni raggiunte in precedenti progetti di cooperazione italo-svizzera.


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Ecosistemi di frontiera

Riqualificazione del Bacino del fiume Ticino. Un fiume, molti sistemi, un paesaggio.



Pubblicato il Piano per riqualificare il territorio del fiume Ticino, tra Svizzera e Italia.
Dalla collaborazione transfrontaliera di 30 enti italiani e svizzeri nasce il Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del Fiume Ticino. Il documento unisce gli sforzi dei due Paesi per proteggere la biodiversità del territorio intorno al fiume, promuovendo il benessere sociale ed economico delle comunità.



Migliorare lo stato di salute degli ambienti unici lungo i 248 km del corso del Ticino, tra la Val Bedretto (in Svizzera) e la confluenza con il Po in Italia. Questo l’obiettivo che ha spinto Istituto Oikos, insieme a un’alleanza italo-svizzera, ad elaborare il Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del fiume Ticino 2021-2031.

Questi ambienti e le numerose specie che vi abitano si trovano infatti in una delle aree più popolate ed economicamente attive d’Europa, con i rischi per la biodiversità che ne derivano. I cambiamenti climatici e gli eventi estremi (incendi, tempeste, siccità) rappresentano un’ulteriore complicazione, sia per gli habitat locali che per l’uomo.

Le amministrazioni di Italia e Svizzera, e specialmente le aree protette dei rispettivi Paesi, sono impegnate da tempo per proteggere gli ecosistemi più fragili di questo territorio. Tali sforzi non sono però mai stati coordinati su grande scala a comprendere tutto il territorio transfrontaliero del Ticino (Figura).
Tra novembre 2019 e febbraio 2021 Istituto Oikos, grazie al finanziamento di Endangered Landscape Programme, ha coordinato l’elaborazione del Piano di riqualificazione del corridoio ecologico del fiume Ticino.

Questo documento è frutto del lavoro congiunto di moltissimi enti: amministrazioni pubbliche (Canton Ticino, Provincia di Pavia e Provincia di Varese, ERSAF, Ente Nazionale Risi, Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, Associazione di Irrigazione Est Sesia), aree protette (Parco Lombardo Valle del Ticino), Parco Ticino Lago Maggiore), Fondazione Bolle di Magadino), Parco Regionale Campo dei Fiori) Riserva MAB Val Grande Verbano Ticino)), organizzazioni della società civile (es. LIPU, FICEDULA, CIRF), enti di ricerca (Università dell’Insubria, di Milano, di Pavia e di Torino e società private (Graia, Idrogea Servizi, Etifor, Eleade.

Il Piano contiene 75 azioni che contribuiranno a raggiungere 5 grandi obiettivi: migliorare la governance transfrontaliera, sperimentando anche nuove forme di gestione del territorio; garantire i servizi che la natura può offrire all’uomo e lo sviluppo di attività economiche sostenibili; rinforzare la connessione ecologica tra le Alpi e gli Appennini con interventi di riqualificazione ambientale; migliorare lo stato di conservazione di specie animali e vegetali particolarmente rare e minacciate o localmente estinte; promuovere la resilienza degli ecosistemi e delle comunità umane ai cambiamenti climatici.

Per raggiungere questi ambiziosi traguardi, è stato firmato un Accordo di collaborazione da parte dei principali enti italiani e svizzeri che hanno partecipato alla fase preparatoria del Piano. Gli enti, supportati da Istituto Oikos in veste di segretariato tecnico, formalizzano così l’iniziativa italo-svizzera per la riqualificazione del Ticino, impegnandosi a trovare i fondi e a collaborare nei prossimi anni per la realizzazione del Piano.
Il Piano è disponibile sul sito di Istituto Oikos a questo link.

Per maggiori informazioni: www.istituto-oikos.org/progetti/elp-ticino
Email di riferimento: martina.spada@istituto-oikos.org


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Area Iniziativa Ticino


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Articolo estratto dalla rivista ornitologica "Avinews"
Edizione: Aprile 2017, p. 8
Editore: Stazione ornitologica svizzera,
CH-6204 Sempach
File PDF (100 KB)


Resoconto sull'utilizzo di Bacillus thuringiensis israelensis (Bti) nella lotta alle zanzare.
Conoscenze acquisite fino al 31.12.2014
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